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La nascita della cravattomania

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  La storia della cravatta è molto più vivace e sorprendente di quanto si possa immaginare. All’inizio dell’Ottocento, mentre il dandismo dominava la scena e l’abbigliamento maschile si faceva sempre più sobrio, questo semplice accessorio assunse un ruolo inatteso: divenne il segno distintivo del vero gentiluomo. Proprio perché il resto dell’abbigliamento non offriva più grandi possibilità di espressione, il nodo della cravatta si trasformò in un linguaggio, un modo per dichiarare al mondo il proprio gusto, la propria precisione e, in fondo, la propria identità. Fu così che nacquero i primi manuali dedicati esclusivamente all’arte di annodare la cravatta. Nel 1818 comparve la Neckclothitania , un curioso trattato che illustrava dodici nodi fondamentali con una minuzia quasi ossessiva. L’autore, rimasto anonimo, dichiarava di voler tracciare una linea netta tra il gentiluomo impeccabile e il mascalzone privo di stile: bastava padroneggiare il nodo giusto per elevarsi socialmente. ...