70 anni di francobolli dedicati all’Europa
Festeggiare l’Europa nel suo giorno dedicato, il 9 maggio, è già un gesto che merita di essere narrato con attenzione e rispetto. Ma questa ricorrenza assume un valore ancora più particolare e solenne nel 70° anniversario dei francobolli dedicati all’Europa, un patrimonio simbolico che da settant’anni accompagna, interpreta e racconta il cammino dell’integrazione europea.
La storia di questa
tradizione prende avvio il 15 settembre 1956, quando le amministrazioni postali
dei sei Paesi aderenti alla CECA emisero la prima serie comune. La vignetta
raffigurava una torre in costruzione, composta dalle lettere della parola latina
Europa e circondata da un’impalcatura, con la bandiera federalista che
sventolava sullo sfondo. Un’immagine semplice ma potentissima: un continente
ancora in cantiere, sostenuto dalla visione di statisti lungimiranti, molti dei
quali italiani, che immaginavano un
futuro condiviso in un’epoca segnata da tensioni internazionali.
Nel 1959 si svolse la prima Conferenza Europea delle Amministrazioni delle Poste e delle Telecomunicazioni (CEPT), e dall’anno successivo, i 19 Paesi aderenti iniziarono a emettere francobolli con un soggetto comune. Alcune amministrazioni affiancarono a quel disegno emissioni autonome recanti la sola scritta “Europa”, motivo per cui nel 1970 la CEPT autorizzò ufficialmente l’uso di soggetti diversi, purché fosse presente il logo CEPT. Dal 1974, il soggetto unico lasciò spazio a un tema comune, liberamente interpretato da ciascun Paese. Solo in tre momenti,1984, 2000 e 2016 con Think green, si tornò a un disegno condiviso. Nel 1993, la CEPT venne sostituita da PostEurop, che da allora coordina le emissioni europee.
In questo lungo percorso, i
filatelisti hanno seguito con passione l’evoluzione dell’Idea europea,
diventando testimoni privilegiati di un progetto ambizioso e concreto. Nel
corso dei decenni, la collezione dei valori postali europei si è arricchita di
centinaia di emissioni, fino a coinvolgere 53 amministrazioni postali, dando
vita a una delle tematiche più amate, studiate e collezionate al mondo.
Sfogliare un album dedicato all’Europa significa ripercorrere, francobollo dopo
francobollo, la storia di un continente che ha scelto la cooperazione come
metodo e la pace come orizzonte.
A questo patrimonio si
aggiunge ora la nuova emissione del 2026, che si inserisce con piena coerenza
nella tradizione delle serie Europa. Il francobollo è prodotto in
duecentomilaventicinque esemplari, raccolti in fogli da quarantacinque, e
realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. con tecnica
rotocalcografica su carta bianca patinata neutra, autoadesiva e arricchita da
imbiancante ottico.
Il bozzetto, ideato da Kalus
Welp per le Poste Finlandesi e ottimizzato dal Centro Filatelico dell’Officina
Carte Valori, riproduce il disegno vincitore del concorso indetto da PostEurop
per celebrare il settantesimo anniversario dei francobolli d’Europa. La
vignetta presenta una grafica essenziale e contemporanea: una linea ascendente
tratteggiata, scandita da sette punti collegati, simbolo del percorso evolutivo
e del lavoro unitario dell’Associazione Postale Europea lungo sette decenni.
Una texture che intreccia i colori delle bandiere delle nazioni europee
conferisce profondità, dinamismo e un senso di coralità alla composizione. In
basso compare il logo Europa di PostEurop, accompagnato dalla scritta “ITALIA”
e dall’indicazione tariffaria “B zona 1”.
Questa emissione non è
soltanto un omaggio filatelico: è un invito a riconoscere la forza di un
cammino condiviso, un modo per evitare amnesie collettive e per custodire
l’orgoglio del percorso compiuto. Nel giorno in cui l’Europa celebra la sua
nascita simbolica, l’Italia rinnova il proprio contributo, confermandosi ancora
una volta in prima fila nel raccontare, attraverso le sue vignette, la storia e
il futuro dell’Idea europea.
Proprio i francobolli ci
ricordano che anche i gesti più piccoli possono custodire significati profondi:
attraverso di essi continuano a viaggiare i valori di unità, di pace e di
armonia che sono alla base del progetto europeo. Ogni emissione diventa così un
messaggero silenzioso ma eloquente, capace di portare ovunque l’immagine di
un’Europa che costruisce, unisce e guarda avanti.
Michele Fiaschi


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