La luce di Papa Francesco impressa nella carta: l’omaggio filatelico nel primo anniversario
Nel primo anniversario dal ritorno alla Casa del Padre di Papa Francesco, il 21 aprile 2026, è stato emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy un francobollo commemorativo che intende restituire, in un’immagine, l’essenza di un pontificato capace di parlare al mondo con semplicità e profondità. Jorge Mario Bergoglio, il Papa venuto “dalla fine del mondo”, eletto il 13 marzo 2013 come 266° successore di Pietro, si è spento a Roma il 21 aprile 2025, Lunedì dell’Angelo, presso la Domus Sanctae Marthae. Le esequie, celebrate in Piazza San Pietro e la sepoltura nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, hanno concluso un percorso spirituale e umano che ha segnato la Chiesa e la comunità internazionale.
Il francobollo, del valore
della tariffa B pari a 1,30 euro, è stampato in duecentomilaventicinque
esemplari dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in rotocalcografia, su
carta bianca patinata neutra autoadesiva. Il bozzetto, curato dal Centro Filatelico
dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali, riproduce una fotografia
concessa dal Servizio Fotografico de L’Osservatore Romano, Vatican Media: Papa
Francesco, in Piazza San Pietro, circondato dai fedeli, libera una colomba
bianca. È un gesto che appartiene ai primi mesi del suo pontificato, quando la
sua presenza semplice e diretta aveva già conquistato la folla. La colomba,
simbolo universale di pace, si posa sulla sua mano prima di spiccare il volo,
quasi un dialogo silenzioso tra il Pontefice e il cielo.
Il bollettino illustrativo,
firmato dal giornalista vaticano Salvatore Cernuzio, rievoca quel momento con
toni vividi: la sorpresa della piazza, gli applausi, la colomba che si lascia
guidare dal sorriso del Papa. Un’immagine che, riletta oggi, assume il valore
di un presagio. In un’epoca segnata da conflitti e tensioni globali, quella
colomba che fatica a partire sembra raccontare la stessa fatica della pace a
trovare spazio nel mondo. Eppure Francesco non ha mai smesso di incoraggiarla,
attraverso lettere, telefonate, gesti fuori protocollo, strategie diplomatiche
e soprattutto attraverso appelli ripetuti, anche quando la voce gli veniva meno
a causa della malattia.
La scelta di questa immagine
come vignetta del francobollo non è soltanto un omaggio iconografico, ma una
sintesi visiva dell’intero pontificato: la predominanza del bianco, che
illumina la scena e contrasta con le nubi scure dietro la Basilica di San Pietro,
diventa metafora di una Chiesa chiamata a rischiarare le ombre del presente. È
un invito a guardare in alto, come Francesco stesso suggeriva, ricordando che
Dio accoglie “todos, todos, todos”, tutti senza eccezioni.
Le caratteristiche tecniche
dell’emissione, dalla quadricromia alla carta patinata, dalla fustellatura alla
composizione del foglio con quarantacinque esemplari e il logo MIMIT in cimosa,
confermano la cura con cui l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha
realizzato un oggetto che non è soltanto strumento postale, ma frammento di
memoria collettiva. L’annullo del primo giorno è disponibile presso lo Spazio
Filatelia Roma 1, luogo simbolico per chi vive la filatelia come custodia di
storia e cultura.
A un anno dalla sua
scomparsa, questo francobollo diventa così un segno tangibile di spiritualità e
storia, un gesto di riconoscenza verso un Papa che ha parlato al mondo con la
forza mite del Vangelo, con l’attenzione agli ultimi, con la tenacia della pace
anche quando sembrava impossibile. La colomba che vola dalla sua mano continua
a raccontare il suo messaggio: una Chiesa che apre, che accompagna, che
consola, che non teme di guardare il cielo e di indicarlo agli altri. È un
ricordo, ma che continua a camminare, come il sorriso di Francesco tra la
gente, semplice e luminoso, capace di restare.
Michele Fiaschi
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