La memoria di Piero Gobetti in un francobollo
Il 16 febbraio 2026, Poste
Italiane ha emesso un francobollo commemorativo dedicato a Piero Gobetti, nel
centenario della sua morte. L’emissione, del valore corrispondente alla tariffa
B euro 1,30, rende omaggio a un intellettuale, che pur vivendo appena
ventiquattro anni, ha lasciato un segno profondo nella storia civile italiana.
Il francobollo, realizzato su bozzetto di Matias Hermo, presenta in primo piano
un ritratto intenso di Gobetti, colto con quello sguardo vigile e inquieto che
ha caratterizzato la sua breve ma densissima vita. Sullo sfondo, una
reinterpretazione artistica del suo saggio più celebre, “La Rivoluzione
Liberale”, richiama la centralità della sua battaglia culturale contro il
fascismo. Le legende “PIERO GOBETTI”, “1901–1926”, la scritta “ITALIA” e
l’indicazione tariffaria completano la composizione. L’annullo del primo giorno
è disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Torino 35.
Piero Gobetti nasce a Torino
il 19 giugno 1901, in una famiglia modesta ma attenta alla cultura. Fin da
ragazzo mostra una curiosità inesauribile e un precoce spirito critico. Nel
1918 fonda la rivista “Energie Nove”, primo segno della sua volontà di rinnovamento
morale e civile. A soli diciotto anni rifiuta la proposta di Gaetano Salvemini
di dirigere l’Unità: vuole un percorso autonomo, libero da eredità politiche.
Durante gli studi in
Giurisprudenza entra nell’ambiente dell’Ordine Nuovo e collabora con Antonio
Gramsci. Pur restando liberale, riconosce nel movimento operaio una forza
capace di rigenerare il Paese: da qui nasce il suo “liberalismo
rivoluzionario”, che unisce libertà, responsabilità e partecipazione. Nel 1922
pubblica “La Rivoluzione Liberale”, che diventa un punto di riferimento
dell’antifascismo culturale. L’anno dopo apre una casa editrice che pubblica
oltre cento titoli, tra cui Ossi di Seppia di un giovane Eugenio Montale.
Il suo pensiero si concentra
nel volume “La Rivoluzione Liberale. Saggio sulla lotta politica in Italia”,
pubblicato nel 1924, dove denuncia “conformismo, pigrizia civile, assenza di
spirito critico, infantilismo politico” come mali cronici dell’Italia. Per
Gobetti il fascismo non è un incidente, ma il prodotto di queste fragilità. Scrisse:
«Non può essere morale chi è indifferente. L'onestà consiste nell'avere idee e
crederci e farne centro e scopo di se stessi»; affermando l’intransigenza come
valore irrinunciabile e fondamento stesso dell’antifascismo. La sua
opposizione, limpida e senza compromessi, gli costa aggressioni e persecuzioni:
nel 1925 la rivista viene soppressa. Dopo l’ennesima violenza, parte per Parigi
il 6 febbraio 1926, lasciando la moglie Ada Prospero e il figlio Paolo.
A Parigi la salute peggiora
rapidamente: le percosse subite aggravano una bronchite che diventa fatale. Muore
nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1926, assistito da Francesco Fausto
Nitti, Francesco Saverio Nitti e Giuseppe Prezzolini. Ha solo ventiquattro
anni. Nel 1926 escono postumi Risorgimento senza eroi e Paradosso dello spirito
russo.
Il francobollo dedicato a
Gobetti è stato prodotto in 200.025 esemplari, organizzati in fogli da 45 pezzi
con la riproduzione monocromatica del logo MIMIT sulla cimosa. La stampa,
affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, è realizzata in rotocalcografia
a quattro colori su carta bianca patinata neutra autoadesiva, resa più
brillante dall’imbiancante ottico. La carta, di 90 g/mq, è applicata su un
supporto di carta Kraft monosiliconata da 80 g/mq, mentre l’adesivo impiegato è
un acrilico ad acqua distribuito in quantità di 20 g/mq a secco.
Il formato complessivo è di 30 × 40 mm, con un’area di stampa di 30 × 38 mm e una tracciatura di 37 × 46 mm. La dentellatura, ottenuta tramite fustellatura, è 11, scelta che assicura precisione e regolarità nel distacco. L’emissione è identificata dal codice 1000002688, che ne certifica l’unicità all’interno della programmazione filatelica nazionale.
Michele Fiaschi
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